Visualizzazione post con etichetta L'ARMADIO DEI VELENI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta L'ARMADIO DEI VELENI. Mostra tutti i post

venerdì 19 febbraio 2010

FACEBOOK ? HA FATTO MORIRE I NOSTRI BLOG


Ormai, tutte le volte che entro qui nel mio blog, cosa che non succede spesso ultimamente, vengo assalito da un senso di amarezza, da una strana sensazione, come se questo mio spazio, non mi appartenesse più. Possibile? Mi chiedo, eppure un tempo era qualcosa di cui andavo fiero, un piccolo spazio tutto mio, un pezzetto di mondo dove creare, dove coltivare amicizie, dove scambiare pensieri, un luogo dove condividere momenti di gioia o di profonda tristezza. Un piccolo paradiso, se pur virtuale, ma sempre un piccolo paradiso a cui rimanere incollato fino a notte fonda, rubando ore preziose a quei pochi momenti dedicati al riposo.
La cosa non cambia di molto, visitando altri blog.... una tristezza indescrivibile.
Città senza volto, abbandonate a se stesse. Vecchi post impolverati, corrosi dal tempo. Vecchie foto ingiallite, poesie ormai sbiadite, lasciate lì e che nessuno legge più.
Parole, parole, parole, pensieri sparsi un pò ovunque,tra il disordine di quella tavola, una volta comune e dove ormai non sono rimasti che i piatti sporchi da lavare. Qualcuno, inoltre, si è dimenticato pure di spegnere il vecchio grammofono che continua a suonare all'infinito una eterna nenia, senza fermarsi mai, senza mai riprendere fiato.
E i bloggers?
Tutti fuggiti... fuggiti in massa sull'altro pianeta che qualcuno ha chiamato "FACEBOOK" fuggiti la, dove conta più apparire che essere, dove sei qualcuno se hai tanti amici da esibire, persone a cui hai chiesto l'amicizia, ma di cui in fondo non te ne frega un cazzo, o nella peggiore delle ipotesi sono loro ad averla chiesta a te, ma che alla prima occasione si rompono le palle se gli lasci anche un semplice "mi piace" alla cazzata che hanno appena scritto e magari non sprecano nemmeno una parola per risponderti, e che al massimmo si sforzano lasciandoti uno svogliato ;)) E come non bastasse ti raccomandano, pure, di non lasciargli messaggi.... per carità quelli no ... e soprattutto di non intasargli la casella delle notifiche. E se non stai attento, puoi anchesubire l'onta della cancellazione. Ma che squallore !!!!
Eppure tutti sembrano divertirsi come matti, c'è chi cura acquari virtuali, chi pianta alberi o alleva mucche o chi impazzisce per mandare rose e fiori, caffè o cioccolatini in giro per il mondo e chi farebbe carte false per un'altro milione di cagate senza senso, tutte rigorosamente virtuali. Mah !!!!!
Che altro dire.... se non che in questa insidiosa trappola, ci sono finito anch'io, anch'io come un cretino, ho mandato fiori e cioccolatini a tutto il mondo, anch'io sono diventato figlio di "FACEBOOK", figlio di quel virus maledetto che ha fatto morire i nostri blog, che ha rubato la nostra creatività, la nostra capacità di discussione, la nostra voglia di mettersi in gioco.
Uno sfogo, il mio, un ripensamento, una presa di coscienza,un accorato appello a tornare a casa, ai nostri blog, a ridargli vita, riportandoli alla luce, restituendogli quell'antico splendore riprendendoci quell'emozioni che hanno sempre saputo regalarci.
Ormai, vecchi compagni di scuola, vecchi amori, vecchi amanti o chi sa chi altro, li abbiamo ritrovati tutti che vogliamo ancora da facebook? Cosa può regalarci?
I nostri blog ci aspettano a braccia aperte, almeno fino a quando un altro pianetà si farà avanti per rapirci di nuovo !!!
Che possiamo farci.... siamo figli della tecnologia!!!!!
Grazie!!!!!!!
*
Freespiritman, blogger pentito

lunedì 12 gennaio 2009

IN NOME DI UN DIO.........

Ormai sempre più amareggiato, continuo a pormi all'infinito, la stessa domanda. Com'è possibile che esista ancora tanta crudeltà umana? Tutto in nome di un Dio, che se davvero esiste, è lo stesso in ogni angolo di questa fottutissima terra.

E mi vergogno, pure, di essere un cittadino onesto di questo miserabile mondo, dove un animale è più intelligente di ogni essere umano. E non vado certo orgoglioso di una specie che si nutre di guerre e violenze e dove a pagare sono sempre e soltanto i pù deboli e gli innocenti.

Miseria, crudeltà, odio, dolore.

Tutto in nome di un Dio........ Non può essere !!!!

giovedì 13 novembre 2008

IL METODO "CANGURO"




Circolano ormai da giorni, creando un'ondata di indignazione, le foto scandalo che ritraggono un'infermiera dell'ospedale di Haifa, in Israele, con in tasca un neonato prematuro. L'ospedale, naturalmente, corre ai ripari, rilasciando una dichiarazione, in cui spiega che si tratta di un metodo innovativo molto particolare, chiamato "canguro". Aggiungendo che questo tipo di terapia, mette i genitori nelle condizioni di creare un contatto fisico con il bambino, e che le immagini, sono servite solo a scopo illustrativo, ed indirizzate esclusivamente a tutti quei genitori che avessero voluto seguire questo metodo.
Comunque, pare che i genitori del prematuro ritratto, non avessero assolutamente autorizzato quegli scatti.. Di questo, se ne staoccupando la polizia.

Ora, personalmente, trovo queste foto abbastanza inquietanti e di pessimo gusto, tanto da essere combattuto se pubblicare o meno questo post ed inoltre, credo che la metodologia innovativa, in questione, porti poco lontano, poichè è mia ferma convinzione, che il contatto fisico tra genitori e figli, sia estremamente naturale, ma che l'uomo affamato di denaro e successo tenta terribilmente di stravolgere.

.......E voi cosa ne pensate?

mercoledì 28 maggio 2008

VI E' MAI CAPITATO?


Vi è mai capitato di essere tagliati fuori da qualcosa o da qualcuno? Non essere invitati, per esempio, ad una cena tra amici, mentre ci sono tutti gli altri? O qualcosa di molto simile ? E di rimanerci molto male?!! Tutto questo può accadere nella vita reale, e non ci dobbiamo meravigliare più di tanto, ma anche quella virtuale, dove i protagonisti siamo noi blogger, talvolta non ti risparmia sorprese. Tu sei convinto di essere tra amici, ma spesso i fatti ti dimostrano il contrario. Ad esempio, può capitare che qualcuno festeggi qualcosa nel suo blog, ed è anche normalissimo che si ringrazino gli amici che ci leggono, e allora? Direte voi.... Si può ringraziare in maniera generica, con un bel grazie!!!! Rivolto a tutti oppure, se si vuol essere ancora più gentili, menzionare singolarmente, le persone con cui ci si scambia commenti, opinioni, visite baci e abbracci, i cosidetti " Amici" ! In questo caso, però, direi che , si dovrebbe prestare più attenzione a non dimenticare nessuno, perchè capita anche questo!! Cerchi il tuo nome, o il tuo logo tra i fortunati ma manco per il c.....zo, non ci sei , riguardi piu attentamente, nisba!!!
E allora ci rimani veramente di m....da, e dici ma come? Io che sono sempre stato così gentile con tutti.... ma no dai non è possibile, e ricontrolli ancora una volta!!!! Zero!!!!! Quindi, con la coda tra le gambe, te ne torni quatto quatto nel tuo piccolo blog!!! E mediti....., vagliando mille ipotesi, poi decidi e lasci un commento, chiedendo spiegazioni. L'amico o l'amica, si precipita nel tuo blog e arrampicandoi sugli specchi, si scusa per la dimenticanza, tirando in ballo terze persone che hanno partecipato alla stesura di quel post e che distrattamente si sono dimenticate di te!!! Ma a te, non te ne frega proprio niente, ci sei rimasto di m....da e sei incazzatissimo e non rispondi nemmeno al commento. Prendi in mano il mouse, qualche cliccata e l'amico o l'amica, è sparito per sempre dai link, Cancellato/a!!!!!!!
Ora, mi chiedo con il senno di poi, ma è giusto reagire in quel modo, lasciarsi prendere la mano dalla impulsività? E se poi fosse davvero stata solamente una distrazione? Ed il dubbio ti attanaglia!!! Che fare? Non resta che chiedere a voi cosa ne pensate, come vi sareste comportati, e se è il caso di chiedere scusa.......
Grazie
Free

martedì 9 ottobre 2007

MONETINE SULLA CRISTORFORO COLOMBO

Di cittadini incazzati, che protestano contro le decisioni di governo, e che si sentono abbandonati da una classe politica, ormai priva di ideali, ed intenta solo a tenere ben salda la poltrona sotto al cu.......ne sono piene le piazze italiane. Qualcun'altro, invece, la propria rabbia, la manifesta così, in maniera del tutto personale ed estemporanea, come questo esasperato signore, che ha scelto una forma di protesta molto singolare, raccontata nell'articolo che riporto qui di seguito.


Domenica scorsa, metà pomeriggio, sulla via Cristoforo Colombo, la strada che unisce Roma al quartiere dell'Eur. Traffico regolare, né migliore né peggiore del solito. Alcune macchine ferme al semaforo. Arriva un auto blu, vetri oscurati e lampeggiante acceso. L'autista strombazza, tira fuori la paletta e la agita nervosamente. Le vetture crcano di fargli spazio per farlo passare, si fanno da parte come possono. Ne rimane solo una, ferma davanti al semaforo rosso. L'autista dell'auto blu suona il clacson ripetutamente.
Dall'auto di media cilindrata scende un signore di mezza età, uno che potrebbe essere
un dirigente d'azienda o un professionista che sta portando la moglie al cinema.
Il nostro vicino di pianerottolo, uno qualunque, una persona normale. Scende dalla sua macchinae si piazza davanti all'auto blu. Il semaforo diventa verde. Lui non si muove. E comincia a urlare. fa molta impressione vederlo perdere così la calma, è una reazione inattesa, che sgomenta, vista la "normalità" dell'individuo.
Volete passare per forza? Urla. Continuate a fare come vi pare, vi sentite padroni della strada, vi sentite padroni di tutto, e invece ve lo dico io che siete dei ladri!!!!!
E alza ancora il tono della voce. " Siete dei ladri, dei parassiti, dei farabutti !!!!" Il semaforo torna rosso. " Dei ladri !! E vi dovreste vergognare. Vergogna ! Vergogna!
Vergogna!!!
A questo punto accade una cosa sulla quale dobbiamo riflettere tutti. Dai finestrini delle macchine vicine, o da quelle immediatamente dietro, si sporgono teste e si agitano braccia. E i passeggeri si uniscono alla voce dell'uomo fermo davanti all'auto blu. E gridano anche loro : "Ladri! Vergogna!". Esasperati.
Non c'era solo esasperazione in quegli automobilisti che urlavano, c'era una sorta di rancore viscerale che si liberava finalmemente come un rito propiziatorio atteso da tempo. Quelle persone urlavano contro il potere, era il loro modo metaforico di tirare
monetine sulla casta chiusa dentro quella macchina blu. Insieme al disprezzo, rabbia, avvilimento di cittadini qualunque.
Non si sà chi ci fosse dentro quell'auto. Magari non c'era un politico, forse viaggiava uno di quei magistrati che rischiano ogni giorno la vita per salvare pezzi della digniotà di questo nostro Stato. Oppure uno che meritava tutto tranne il disprezzo dei cittadini gridato per strada. Ma non aveva importanza, contava soltanto potersi finalmente liberare e strillare "Ladro!" a uno della stirpe privilegiata, chiunque esso fosse, colpevole o innocente.
A un certo punto (pochi minuti? O molti minuti?) l'uomo qualunque che era sceso dalla macchina ha voltato le spalle all'auto blu, è risalito, ha ingranato la marcia e il traffico è ripreso. l'auto blu l'ha superato ed è sparita inghiottita dal rumore del suo lampeggiante. Non è sceso nessuno a minacciare l'uomo, nessuno ha reagito a quell'offesa terribile, che farebbe sbiancare ognuno di noi. "Ladro!" urlato in pubblico, davanti a tutti.
Ripeto: non si sà chi ci fosse dentro quella macchina e non si sà cosa i lettori penseranno di questo episodio. Tutto ciò, lascia presagire il sintomo terribile di un male devastante. Bisognerebbe impegnarsi tutti con ogni nostra forza, per ridare a questo Paese la serenità perduta.

Tratto da un articolo di Pietro Calabrese, sul settimanale Panorama del 4 Ottobre.

*























lunedì 18 giugno 2007

COM' E' FACILE MORIRE IN PARADISO

Per chi ha la passione dei viaggi, leggere articoli come questo, ti lascia davvero sconcertato.
Quando si affronta un viaggio, la consapevolezza del rischio, è sempre ben presente,
ma l'entusiasmo supera ogni barriera, forse anche questo ragazzo pugliese la pensava
così,.... a lui, purtroppo è andata diversamente
**
Un turista italiano perde la vita in Messico. Forse ucciso dalla
polizia. Ma nessuno vuole capire cosa è successo.
**
Arrivo domani: E' stata una vacanza troppo lunga....
Ce l'aveva attacata alla voce l'ansia di scappare da Praya del Carmen, eden messicano.
Invece Simone Renda, 34 anni, a casa non è mai tornato.
Simone è a Praya per divertirsi dopo un anno di lavoro.
Non beve, non si droga, non è un cavallo pazzo. E' solo un uomo normale che viene
da una famiglia pugliese di razza. La mattina della partenza, alla
Posada Mariposa, non riescono a svegliarlo. Bussano e ribussano (dicono) e poi,
entrati in camera, lo trovano (dicono) in stato confusionale.
Chiamano la polizia turistica perchè sia accompagnato da un medico.
Ho visto uscire dall'albergo quel giovane uomo che, tranquillissimo seguiva i
poliziotti, ha scritto il cronista messicano,
Impossibile credere che avesse urlato tanto da essere arrestato.
Da quel momento il buio. Fino a due giorni dopo, quando Simone Renda viene
trovato morto nelle celle del municipio di Solidaridad. Ha la testa aperta da
una ferita, la camicia strappata e il cuore spaccato da un infarto.
Secondo le cronache locali, Jaime Donjuan Salmeron, il medico che lo visita
nell'ufficio della polizia, dice che ci vuole un elettrocardiogramma urgente,
perchè Renda è in forte pericolo di infarto. Non solo Simone non è soccorso,
ne curato, ma viene arrestato per oltraggio a pubblico ufficiale.
Sono le 14.05 del !° Marzo, peccato che il suo ingresso nella cella, che dista tre minuti dall'ufficio dell'arresto, avviene alle 15.20. Cosa è successo in quell'ora e un quarto?
Dalla cella spariscono il portafoglio, le carte di credito e certi documenti di Simone.
Ormai ne siamo certi: mio nipote è stato ricattato, afferma lo zio Andrea Renda, chirurgo. Chiedevano, probabilmente, soldi che Simone non poteva avere. Non poteva usare nemmeno le carte di credito, di cui non conosceva il pin per prelevare sul bancomar internazionale.
Quando gli uomini del municipio di Praya avvertono la famiglia della morte di Simone, la richiesta che fanno è grottesca.
Non venite a prendere il corpo, lo mandiamo noi in Italia, già cremato.
I Renda vincono la disperazione e lo zio Andrea salta sul primo aereo. A Praya non si capisce
chi abbia arrestato Simone, non si conoscono i nomi dei poliziotti che lo hanno prelevato, l'ambasciata italiana non è mstata avvertita in tempo, il giudice Hemilia Valero Gonzales
ha dichiarato che non sapeva a chi inoltrare i certificati medici.
E non c'è stata alcuna indagine per chiarire la lesione in testa di Simone.
I funzionari che lo hanno trovato in galera non sono mai stati chiamati
a deporre. L'eco del caso però rischia di rovinare l'mmagine del paradiso per turisti.
Qualcosa bisogna bospgna darlo. Così hanno arrestato la giudice, il medico legale e il direttore
di pubblica sicurezza del municipio, racconta Leonardo Tedesco, avvocato
messicano della famiglia Renda, ma invece di accusarli di delitto contro lavita,
la colpa piu' grave nello stato messicano, li hanno incriminati per omicidio colposo, che ha permesso ai tre di uscire subito, pagando 4 mila euro di cauzione.
*
Stella Pende (settimanale "Panorama")

lunedì 21 maggio 2007

LA SANITA' STA MORENDO!! ...SALVIAMOLA


Oggi propongo questo interessantissimo articolo di Monica Vignale,
tratto dal settimanale "Panorama", con il quale ci descrive chiaramente, il grido d'allarme e la rabbia manifestata in rete da dal popolo
dei bloggers, per i numerosi e frequenti episodi di malasanita' che vede coinvolti diversi' ospedali italiani.
E' sempre piu' scontro tra medici e pazienti, che avvolti nell'anonimato, affollanoi forum della rete, scambiandosi pesanti accuse.
Ora tutti ci chiediamo cosa stia davvero succedendo.
Perche' questi scandali?
cosa veramente non funziona?
E soprattutto le nostre istituzioni dormono?
Non si' può, quando di mezzo c'è la salute dei cittadini, il bene piu' prezioso.
**
**
"NOI PAZIENTI SIAMO SOLO CAVIE"
*
Nei blog si accende la rabbia di tanti contro la sanita',
Ma i medici si difendono: "Lavoriamo un condizioni massacranti"
*
Maledetti, le macchine non si provano con i malati: Basta, ogno giorno
sentiamo solo morte negli ospedali.
Se ti va bene perdi un occhio, se ti va male sei spacciato.
Il web trasuda rabbia, il popolo dei forum è in collera.
Scandali e morti negli ospedali italiani sono cronaca quotidiana.
Sono tutti incapaci e affamati di quattrini. Rimandiamoli a
scuola a imparare che i pazienti sono esseri umani e come tali vanno trattati.
Noi siamo pazienti.... ma fino a quando?
E' lungo l'elenco dei commenti. Gli otto morti di Castellaneta sono come
fuoco che brucia ogni prudenza e incalza verso la parola piu' in voga del momento: malasanità. Sotto accusa la carenza dei controlli sui macchinari, come si legge sull'animato dibattito di liberoblog, centinaia di interventi in poche
ore. "Come è possibile che il protossido di azoto si sia infiltrato nel tubo
dell'ossigeno? E che se ne siano accorti dopo quasi un morto al giorno?
E ancora: " Ora voglio vedere se nella giungla degli uffici, delle mafie politiche e non, si trovano i respnsabili e se si puniscono."
Il desiderio di giustizia si fonde con gli appelli:" Concittadini, cominciamo a segnarci in un taccuino tutte le nefandezze che si vorrebbe dimenticassimo.
Per ricordare e fare di questo un paese di normale decenza."
*
L'attualità riporta a galla il dolore di chi ha perso un familiare negli ospedali.
Lulu' ha visto morire una sorella di 38 anni per una diagnosi sbagliata, Beatrice la madre per un tumore sfuggito agli esami;
"Le hanno riconosciuto un assegno d'accompagnamento solo poco prima che morisse, sebbene fosse su una sedia a rotelle.
Il medico che è venuto a casa a visitarla ha solo guardato dove abitavamo, una casa popolare, e ha pensato che eravamo dei pezzenti in cerca di soldi facili.
I medici sono il bersaglio di affondi spietati.
Come quello di Annaluna, che da quattro anni attende la sentenza per
i dottori sotto processo per omicidio colposo dopo aver operato suo padre.
Genoveffa scrive dalla città dell'ultimo scandalo:" Nella mia famigliac'è stato un caso al reparto di ortopedia di Castellaneta, un'ingessatura che non si doveva fare ha causato il morbo che viene solo con l'osso calcificato male.
Un calvario che dura da due anni."
*
La rete fotografa uno scontro fra pazienti e medici, incoraggiato dall'anonimato.
"Per voi siamo delle cavie e nulla piu'" gridano i primi:
" Noi medici lavoriamo al limite delle umane possibilità" risponde il chirurgo di un grande ospedale di Roma. " La sala operatoria è una catena di montaggio,
la tensione altissima. Anch'io sono indignato, ma la maggior parte delle volete la responsabilità sono da attribuire ad aattrezzature vetuste, turni di lavoro
impossibili, carenze di personale, assunzioni clientelari, reparti che operano al limite delle norme igieniche per carenza di spazi."
Tiziana, dottore di medicina generale, tenta un'analisi:" I medici non installano macchine, e non sono incompetenti, ma sottoposti a turni di 14 ore, oberati di straordinari non pagati, in carenza di organico nelle terapie intensive."
*
Testimonianze che mettono a nudo un sistema pieno di difetti. Un altro
chirurgo, con nome e cognome, conferma l'ennesimo peccato della sanità italiana: "l'Italia è uno dei pochi paesi al mondo dove ci si può specializzare in chirurgia senza aver operato quasi mai.
Quanti controlli fa il ministero dell'Università presso le scuole di specializzazione per indagare sulla effettiva formazione dei futuri chirurghi?
Zero....Allora riflettiamo un pò perchè inefficienza e marciume sono nelle istituzioni, ed è da qui che bisogna iniziare."
( Monica Vignale)

lunedì 14 maggio 2007

L'ORO DEI POVERI


foto dal sito www.yunphoto.net
Leggo sul settimanale "PANORAMA", un interessante articolo di Anna Jannello, che riporto nella sua interezza, e che avvalora sempre di piu' in me, il pensiero di condanna, senza eccezioni, di qualsiasi forma di dittatura, e qualsiasi forma autoritaria di governo, in cui le sorti di un popolo sono affidate alla follia di un
unico uomo, in totale assenza di leggi costituzionali, o altri fattori politico-sociali
interni ad uno stato e laddove, la dignita' delle persone, viene calpestata e distrutta dalla prepotenza di personaggi senza scrupoli sotto la minaccia delle armi.

Freespiritman

^^^^^^^^^^^^

CAPITALI VERGOGNOSI
Dittatori:quasi impossibile per gli stati
riavere 200 miliardi di dollari nascosti
all'estero durante i regimi.

In oltre trent'anni di permanenza al potere come
presidente dello Zaire, (ora Repubblica democratica
del Congo), Mobutu Sese Seko aveva accumulato
una fortuna personale fra i 5 e i 6 miliardi di dollari.
L''equivalente del pil annuo del paese che nel maggio
1997 quando il "leopardo di Kinshasa" fu cacciato,
era indebitato per 13 miliardi di dollari.
A tutt'oggi l'immenso patrimonio del dittatore non è
stato rtestituito, le procedure avviate in Svizzera,
Belgio e Francia hanno finora dato esito negativo e
i congolesi sopravvivono con un reddito pro capite
di meno di 1 dollaro al giorno.

Quasi nulla è ritornato in Cile dai conti bancari,
125 solo negli Usa, di Augusto Pinochet, che in 17
anni di regime si è costruito una solida fortuna al-
l'estero. I beni sottratti da dittatori di tutto il globo
ammonterebbero a 200 miliardi di dollari.
Michel Camdessus, ex direttore generale del Fondo
monetario internazionale, ha evocato la spettacolare
cifra di 1.000 miliardi di dollari.

Secondo un rapporto dell'Unione Europea, i capitali
dei dittatori africani depositati in conti bancari e nei
paradisi fiscali potrebbero ripianare oltre la metà del
debito con l'estero del continente.

Ma il percorso per far rientrare questi fondi nei paesi
d'origine è a dir poco impervio.
L'org francese Ccfd (170 dipendenti, 15 mila volonta-
ri) ha ricostruito in un dossier le procedure avviate
dai governi nazionali.
Nell'agosto del 2003, 14 anni dopo la morte di Marcos,
sono stati restituiti alle Filippine 356 milioni di dollari
( diventati 658 con gli interessi) dei 10 miliardi di dolla-
ri di fondi sottratti.

Anna Jannello

lunedì 5 marzo 2007

E....BASTA CON I VELENI !!!!!


....E anche quest'anno, ringraziando Iddio, si e' concluso il cinquantasettesimo Festival di Sanremo, non senza polemica, non senza veleni.
Nessuno e' stato risparmiato.
Passano gli anni e la titirera e' sempre uguale, il copione sempre lo stesso.
Tutti hanno da ridire, dagli pseudo critici della carta stampata, dai noiosi presenzialisti
dei talk-show televisivi fino ad arrivare ai telespettatori spesso addormentati sul divano
di casa:
Tutti salgono sullo scanno, tutti indossano la toga e si attegiano a giudici, sputando senten-
ze, accuse condannando e assolvendo, non si capisce molto bene chi e da che cosa.
Insomma, cinque giorni di veleni.
In fondo, poi, si tratta di musica, sia essa di buona o di pessima qualita' che importa, e sempre musica e non ha mai fatto male a nessuno.
E allora..... perche' tanto rumore, tanto catastrofismo:
Io penso che ben piu' gravi avvenimenti travolgono in questti giorni la nostra Italia, criminalita',
emergenza scuola, disagi familiari fino ad arrivare all'instabilita' politica, eppure in questi giorni ,tutto passa in secondo piano e tutti i mali del nostro paese, pare nascono dal teatro Ariston di Sanremo.
Ed il compenso ai conduttori? troppo?
Se lo meritano piu di quellI che con le nostre tasse paghiamo a chi ci rappresenta e il piu'
delle volte e' solo capace dicreare guai.
Questa rifflessionenon vuol esse altro che un piccolo sfogo, e visto che viviamo in un
paese democratico (cosi' dicono), e questo e' il mio pensiero.

martedì 20 febbraio 2007

ESISTONO ANCORA LE MADRI?

Anche oggi, in provincia di Verona, l'ennesima vittima della assurda follia di una madre impaz-
zita, che dopo aver assasinato il proprio figlioletto di un anno, ha tentato di togliersi la vita.
Eppure era solo ieri, che in un centro dell'Agrigentino, un'altra madre snaturata, ha tentato di
tagliare la gola al proprio figlio di sei mesi. E questi, non sono solo che gli ultimi eventi di una lunga serie che hanno riempito le pagine di tutti i quotidiani in questi ultimi tempi.

Sconcertato, e fortemente preocupato, mi viene da chiedere, ma che sta' succedendo?
Dov'e finito l'ancestrale istinto materno?
Non esiste piu?
Forse per gli umani, perche' a guardare la foto qui sopra sembrerebbe tutto il contrario