
martedì 29 settembre 2009
I PARADOSSI DELLA VITA

domenica 20 aprile 2008
FORTEZZE SENZA MURA
Eccomi nuovamente qui, un pò meno presente, ma ancora qui, con la consapevolezza che in quest'ultimo periodo, sia il tempo, sia l'umore non mi hanno dato una mano. E poi.... ci sono cose che nella vita di un uomo, ti impongono di fermarti a riflettere, allontanandoti un pò da tutto, anche dalle cose a cui sei particolarmente legato. Il discorso è, che ogni volta che mi trovo davanti a fatti che sfuggono alla mia analisi razionale, e che si scontrano con i miei schemi mentali, mi obbligano a riconsiderare le mie convinzioni, non poi così ferme come credevo. Ogni volta che questo succede, l'inquietudine si insinua dentro di me e quando non riesco a trovare una risposta soddisfacente alle mie domande, mi sento insicuro e insoddisfatto. Ed è per questo, che sento la necessità di aprire la mia mente ed il mio intelletto, verso altre riflessioni più stimolanti, alla ricerca di un cammino meno battuto, per cui meno conosciuto, siuramente più attraente, che mi faccia sentire vivo. Spesso sommersi dall quotidianità, e dalle abitudini, ci imbattiamo in condizionamenti sociali, amicizie, la stessa famiglia, e siamo il più delle volte restii a rompere con situazioni logore e di routine, che comunque continuiamo a frequentare, e difficilmente osiamo intraprendere azioni che diano un sostanziale cambiamento alla nostra vita. Così si finisce per ritrovarsi davanti ad una stasi intellettuale, mentale e spesso fisica, che ci impoverisce anche a livello particolare e personale.
Così mi trovo io, in questo momento, a combattere con la mia energia bioritmica altalenante, che scende e sale incessantemente, a dover fare i conti con i miei umori, che come solchi angolati, pieni di meandri, smuovono senza tregua la terra della mia coscenza. Ed intanto, devo ricorrere a tutte le risorse disponibili, affinchè non emerga alcun segno di malumore esterno, armato di santa pazienza e di grandi dosi di diplomazia, in modo che chi mi sta vicino, chi mi ama, non percepisca questo mio malessere. Ma anche tutto questo , spesso non è possibile e soprattutto non va bene, non aiuta, non è terapeutico. Allora serve forza interiore, coraggio, capacità e decisione nell'azionare le valvole di sfogo, buttare tutto fuori, palesare le proprie emozioni, parlarne con tanta serenità, così come sto facendo ora con voi. Certo sono attimi, momenti più o meno brevi, per fortuna, e ringraziando Iddio con scarsissima frequenza, e tutto sommato, forse servono ad aprire la sala degli specchi della mia anima, a farmi riflettere e a farmi capire che anch'io sono un comune mortale, magari con il suo spirito libero, con un carattere allegro e positivo, e con tanta gioia di vivere, ma pur sempre un comune mortale, una fortezza senza mura, davanti alle avversità della vita.
Freespiriman
martedì 25 marzo 2008
ED E' SUBITO SERA
Eppure, al mondo, ci sono tantissimi fratelli meno fortunati di noi, che quel raggio di sole non lo hanno nemmeno mai visto........
Addossata ad un pilone di quella grigia sopraelevata, c'era una minuscola tenda da campeggio azzurra, ormai sbiadita e lercia, un misero riparo dalle intemperie nelle fredde notti d'inverno. Leggermente un pò più in la, in quel piccolo spazio sterrato, incollato ad un anonimo guard rail, si reggeva a malapena un traballante banchetto di vecchie tavole, tenute insieme da quattro chiodi arruginiti. Su di esso, povere cose, vecchie riviste qualche arancia, una bottiglia semivuota, un vecchio fornelletto a gas ed un pacco di biscotti. A fianco, per terra un cumulo di buste di plastica rigonfie, accuratamente chiuse, quasi a difendere gelosamente il loro misero contenuto.
A qualche metro da li, sulla strada, in prossimità del semaforo, c'era lui, il proprietario di tutta quella incommensurabile richezza, c'era lui, uno di quei tanti sfortunati fratelli, che non sono mai stati traffiti da quel raggio di sole. Due gambe traballanti, che a malapena, sostenevano il peso dell' esile corpo di un uomo trasandato , di un uomo consumato, di un uomo che forse non aveva più di quarant'anni. Due occhi cerchiati e quasi fuori dalle orbite, ti guardavano attraverso il finestrino della tua auto, quasi implorandoti a dargli qualcosa, ad aiutarlo, eppure non chiedeva mai esplicitamente nulla, piuttosto aspettava che qualcuno, mosso dalla compassione gli offrisse una piccola moneta o qualcosa da mangiare e con un piccolo gesto del capo ringraziava.
Tutte le volte che passavo, lui era sempre li, fedele a quel piccolo angolo di mondo tutto suo, a recitare l'ennesima rappresentazione della sua povera esistenza. Era da un pò di tempo che non passavo più, che non l'avevo più visto, e qualche giorno prima della Pasqua, con la macchina piena di ogni ben di Dio, mi sono ritrovato a passare, e mentre mi avvicinavo al semaforo, come al solito, mi era parso di intravederne , in lontananza la sagoma. Ma mi sbagliavo, al posto suo c'era un giovane senegalese, intento a vendere fazzolettini di carta agli automobilisti fermi al semaforo. Un breve sguardo attorno, e pochi attimi sono bastati a realizzare che non c'era più il banchetto traballante, e la piccola tenda azzurra era sparita, legato al freddo guard rail c'era un vaso con dentro dei fiori, alcuni bigliettini ed un orsacchiotto giallo, un pò più avanti un'altro piccolo mazzo di fiori ormai secchi, appeso ad un cartello stradale, ma di quel poveraccio nemmeno l'ombra. Non c'è voluto molto a capire.... forse il freddo, chi sà, forse qualche brutto male se lo è portato via, ora la sù, starà più vicino a quel raggio di sole e finalmente avrà il calore che su questa terra nessuno gli ha mai saputo regalare. Poi.... è scattato il verde e con le lacrime agli occhi, velocemente mi sono allontanato.
In qualche modo, anch'io avrei potuto aiutarlo, anche solo regalandole una piccola monetina o un sacchetto di arance o qualche pacco di biscotti, ma non l'ho mai fatto. Talvolta il nostro egoismo e la nostra indifferenza, fa di noi ,esseri senza cuore.
Peccato che ce ne accorgiamo, solamente, quando ormai è troppo tardi.
Freespiritman.
martedì 16 ottobre 2007
QUANDO LE DONNE TI CADONO AI PIEDI

mercoledì 6 giugno 2007
UOMINI VIOLENTI?
venerdì 20 aprile 2007
IL PREZZO DELLA PACE

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